Giuliano Ladolfi Editore
Nuda (ISBN: 978-88-6644-654-5)
Prezzo: EUR 10,00
Collana: Perle poesia
Anno di Edizione: 2022
Caratteristiche: 56 pagine
La madre
Mostro con forza i segni di quella che chiamano debolezza
in una ciocca bianca di capelli sul viso
Sono fiera di invecchiare,
non bramo una giovinezza passata:
mi onora avere vissuto
A mia madre non piace,
si rammarica nel vedermi canuta:
le ricorda i suoi anni
come uno specchio spietatamente sincero
Il gioco di psiche è riuscito una volta di più
e lei non vuole
non può
entrare nello specchio
Rimedi
Mi fermo nel punto che conosci:
tra la violazione di me e il desiderio
di rimediare a tutti i nostri mali.
Parlano lingue esatte queste ferite,
ma sono mute alla crudezza della terra.
Tienile un poco con te,
come si fa con i gatti randagi
nei giorni di pioggia.
Una alla volta le vorrei richiamareda
dove non so. Prenderle dal vento
o dall’ultimo raggio chino dentro una serratura.
Solo un’impressione
di quelle vite passate. Richiamarle
dall’odore della polvere o dal riflesso
di una galassia nella pozzanghera
per una giusta attenzione
un disturbo consentito.
Di là, forse, il dispetto
come per un numero sgradito sul cellulare.
Sono loro, a volte, che cambianocanale, che muovono le parabolesui tetti, i padiglioni auricolaridei palazzi. È cosí che mandanosegnali dentro le cucine, nei salotti.Pare siano soprattutto gli aquilotti:dall'alto, con gli artigli e con le ali,decidono dove guardano gli umani.
Guarda, madre, quel luogo.Quel luogo lontano.Lo vedi?Prima che tu nascessi lo abitavamo.Non io.Non tu.Allora non c'era separazionee per una svolta del respiro,del tuo respiroadesso assieme,assiemenon mai separatici torniamo.
Andare in pezzi, osservare, osservarti –
come se già avessi messo il
piede su una terra sconosciuta,
come se la cosa
non ti riguardasse più.
Oppure agitarsi, fino ad imprecare
contro chi avrebbe dovuto essere lì,
in quell’attimo, e invece non c’è,
come non c’è mai stato.
Terza possibilità: raccogliersi, provare
a richiamarsi; appellarsi
a tutte le lande della vita
e vedere se rispondono, se corrispondono
a essere una sola cosa con quello
che in un momento ci è chiesto di vivere.
Sono pochi gli attimi in cui possiamo
sapere veramente chi siamo.
«Mi sembra d’essere sicuro ora che ho te, d’essere sulla terra ferma.»
28 gennaio 1934
«Sei talmente entrato nel mio cuore che non sarò mai proprio sola.»
20 febbraio 1934
Salva
Vita mia nelle tue mani,
foglio che s’imbianca
se non lo scrivi.
Immergilo nel tuo mare
e ripescalo sempre
con una poesia azzurra
sulla nostra storia
prima che si perda in un acquario.
Ci ordinò di corrispondere
perché eravamo inconsolati.
E riprese a pulsare la vena
dell’abbandono.
Il cielo neutro della parola
manifestò il suo dire sorgivo
e il lutto
fu animato dalla meraviglia.
Lui – il nodo del fenomeno
e del tutto – ci concesse il dettaglio
capitale che mutò lo sguardo.