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Un sussurro nel buio  

Galaad Edizioni

Il libro

Traduzione e cura di Alessandra Calanchi

144 pp. - 12,00 €

Autrice del bestseller Piccole donne, Louisa May Alcott affronta in questo racconto un tema analogo, trattando di una giovane ereditiera prossima al matrimonio; tuttavia, il tono e l’atmosfera sono ben diversi e se da un lato alludono al genere gotico, dall’altro anticipano in modo sorprendente la riflessione femminista sulla violenza fisica e psicologica entro le mura domestiche. Non è eccessivo sostenere che il racconto si concentra esattamente su questioni di genere, compreso il femminicidio – reale o tentato – ben prima della nascita del termine. Uscito per la prima volta, anonimo, nel 1863, Un sussurro nel buio affronta infatti tematiche ancor oggi cruciali quali l’accusa di pazzia, la libertà delle scelte individuali, il legame madre-figlia, i rapporti di potere all’interno della famiglia tradizionale. Il tutto con l’apparente leggerezza di uno stile brillante e con l’aiuto di un intreccio avvincente.

Come suono di natura 

Galaad Edizioni

Il movimento che apre la Prima Sinfonia di Gustav Mahler sollecita interrogativi inquietanti, a cominciare dall’indicazione espressiva “Come un suono di natura” posta all’inizio della partitura: con quel gesto, che crea un ponte fra gli aspetti più nascosti del mondo e il suono musicale, capace di svelarli, il compositore fa entrare l’ascoltatore nella dimensione più intima del farsi della natura, mettendolo di fronte alla sua voce più nascosta. La Prima Sinfonia deriva da un Lied composto nel 1884, Ging heut’ morgen übers Feld (Questa mattina andavo per i prati), un canto che affronta il topos dell’irraggiungibile bellezza del mondo, a cui l’uomo vorrebbe partecipare, ma che lo vede sempre bloccato su una soglia che non riesce a superare: il destino umano sembra così giocato dalle luminescenze di una natura che attrae, senza mai farsi penetrare sino in fondo. Come in un desiderio infinitamente differito, l’uomo è chiuso ora fuori, ora dentro alla natura, la subisce, senza poterla mai stringere. Partendo dalle indicazioni di Mahler, che racconta di voler trattare la forma melodica come una pianta in metamorfosi, secondo un celebre modello goethiano, Come suono di natura cerca di sviluppare una lettura filosofica della Prima tesaurizzando la traccia concettuale che le opere di Goethe e Schopenhauer hanno scavato nella formazione del compositore. Lavorando sulla funzione delle componenti melodiche nella scrittura della sinfonia il volume disegna un percorso ricostruttivo con l’intento di riportare Mahler nell’alveo della Bildung filosofica che caratterizza gli aspetti salienti della sua straordinaria pratica compositiva.

Per rendere la lettura più agevole, gli esempi musicali del testo sono accompagnati da file sonori immediatamente fruibili tramite pc o cellulare.
La carta da parati gialla  
Galaad Edizioni

Traduzione di Luca Sartori
Introduzione di Alessandra Calanchi

144 pp. - 13,00 €

Travolta da un eccesso di premure mascherate da amore coniugale, soggiogata dall’autorità del marito, isolata, derisa, messa a tacere, la protagonista senza nome di questo racconto si rifugia progressivamente in un mondo tutto suo, che giorno dopo giorno, in maniera sempre più ossessiva, coincide con la carta da parati della stanza in cui trascorre la maggior parte del suo tempo. Una casa stregata? O un’ordinaria quanto agghiacciante storia di violenza domestica? Cosa si cela dietro la carta da parati gialla? Pubblicato nel 1892, questo racconto ambiguo e conturbante, che avrebbe reso celebre Charlotte Perkins Gilman, intreccia l’eredità culturale del gotico con la denuncia sociale della condizione di subalternità della donna, ed è in parte ispirato all’esperienza di depressione post-partum vissuta dall’autrice. Oltre a essere una testimonianza drammatica dell’epoca in cui fu scritto, La carta da parati gialla continua a funzionare nel nostro presente come monito prezioso rivolto alle donne affinché imparino a difendersi – con la penna, con la parola, con il libero pensiero – da ogni forma di sopruso travestito da amore.


L'umano fuori asse  
La disabilità intellettiva nella teoria 
e nella pratica psicoanalitica
Galaad Edizioni



Il libro

Per quanto si cerchi spesso di inquadrarlo in una logica di tipo meramente funzionale, l’handicap psichico o mentale, soprattutto quello grave, non può fare a meno di rivelarsi allo sguardo e alla sensibilità di chi vi si accosta come una ferita profonda, insanabile, al cuore stesso dell’essere del singolo individuo. La donna e l’uomo che, come si usa dire, sono portatori di un handicap appaiono schiacciati da un fardello troppo gravoso da sostenere senza che la soggettività ne sia fortemente compromessa e invalidata. […] Affrontare la questione della disabilità intellettiva orientati da una riflessione psicoanalitica vuol dire porsi un interrogativo fondamentale – generalmente eluso – sull’esistenza dell’inconscio (o, per essere più precisi, sulle forme particolari che esso può assumere) in persone che sono, in maniera più o meno grave, compromesse dal punto di vista intellettivo e cognitivo. […] La disabilità intellettiva ci obbliga a fare i conti con una condizione dell’umano che è, assai spesso, ritenuta ai limiti dell’umanità stessa: includere queste esistenze speciali e bizzarre nel registro dell’umano è il nostro compito. Humana materia è il titolo che abbiamo voluto attribuire a questa collana proprio per ribadire che, per quanto gravi le condizioni del disabile intellettivo possano essere (o apparire), è di materia umana che egli è fatto, di materia significante, di materia sensibile alla parola, di materia plasmata dal linguaggio.



Il molino a vento e altre prose 
Galaad Edizioni


Il libro

Il molino e altre prose raccoglie testi narrativi – poco noti al pubblico italiano – di tre autori che dominarono la scena letteraria spagnola tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento. Alla vena lirica di Gabriel Miró, che dai paesaggi della sua terra riesce a trarre brividi di paura e di estasi attraverso una scrittura estremamente sofisticata, si affiancano l’ironia cervantina e il virtuosismo retorico di Benito Peréz Galdós, e l’attitudine più mondana, ma non per questo meno affascinante, di un autore di successo come Vicente Blasco Ibáñez. Tre scrittori assai distanti tra loro – per ispirazione, tematiche, tecnica narrativa– ma che, riuniti per dare voce a uno stesso periodo e a uno stesso luogo, sono capaci di restituire al lettore italiano un’immagine quanto mai viva e sfaccettata della Spagna letteraria alla vigilia della guerra civile.




Una geografia profonda. 
Scritti sulla Terra e l’Immaginazione 
Gaalad Edizioni
Traduzione e cura di Davide Sapienza




Il più grande scrittore americano di paesaggi racconta le sue indagini nei luoghi che predilige da un trentennio, ghiacci polari e tundre, deserti e boschi vergini. Imperdibile maestro, dispensatore di saggezza nata da un’intimità quasi mitica con il mondo naturale, Barry Lopez si mette in ascolto di questi meravigliosi regni attendendo che siano loro ad avviare dialoghi rigeneranti con un ospite in bilico tra geografia interiore ed esteriore, entrambe destinate a confluire in una sola esperienza d’intensità contemplativa. La verità appare a questo punto come “qualcosa di vivo e impronunciabile” e la lunga traccia di stupore, nutrendo un cesellato esercizio di scrittura, si traduce in narrazioni memorabili. Lupi, orsi, caribù, ghiottoni, venti, tempeste, spettacolari giostre di visioni captate a estreme latitudini: l’opera di Lopez trasforma un fantastico universo di elementi in un gesto di rilevanza etica diretto al cuore di noi stessi, prezioso antidoto all’inaridimento di un’immaginazione che rinnega sempre più, con conseguenze biologicamente e spiritualmente catastrofiche, il suo terrestre grembo.

Quaranta poesie  
Galaad Edizioni 
Seconda edizione ampliata
Traduzione e cura di Roberto Michilli


In Italia la fortuna di Lermontov è legata quasi esclusivamente a Un eroe del nostro tempo, edito nel 1840 e destinato a inaugurare la stagione dei grandi romanzi russi, mentre la produzione poetica continua a essere una terra pressoché inesplorata. L’unico a confrontarsi sistematicamente con i versi di questo astro fugace delle Lettere russe è stato Tommaso Landolfi, che ha tradotto con esiti mirabili quasi tutti i poemi e un’ampia scelta delle liriche, privilegiando decisamente quelle più precoci, anteriori al 1837. È proprio a partire da questa data, con l’elegia La morte del poeta, che Lermontov raccoglie consapevolmente il testimone di Puškin, mentre la sua esistenza si lancia in una corsa tumultuosa che troverà troppo presto la sua tragica conclusione a Pjatigorsk, nel Caucaso. La presente antologia sceglie di attingere a piene mani dalle prove poetiche della maturità, prevalentemente inedite in Italia, per offrire al lettore, nel bicentenario della nascita di Lermontov, la possibilità di un incontro con alcune tra le pagine più intense della grande lirica romantica.